Parva Consulting blockchain conference

Conferenza Blockchain for Finance

di Stephen O’Brien

Mi preparo a partecipare alla Blockchain for Finance Conference (BFC), il prossimo 3 e 4 ottobre a Dublino, con una certa aspettativa.

La conferenza sarà focalizzata sul settore finanziario e su come la Blockchain stia progredendo come una tecnologia emergente per i clienti di questo campo. Il settore finanziario è stato piuttosto attivo, sia in Irlanda, sia a livello internazionale, nello sviluppo di use cases che fanno leva su Blockchain DLT. Citi, Northern Trust, Credit Suisse, State Street, JPMorgan, BNP Paribas e Santander stanno agendo da apripista, creando prototipi innovativi, anche se molti dei casi d’uso che stiamo vedendo sono focalizzati a livello interno (data governance) o entro limitata rete esterna bi-laterale o tri-laterale (settlement di transazioni a T0)

In realtà, è difficile immaginare la sostituzione delle molte reti e piattaforme interbancarie con la Blockchain DLT, a meno che non vi sia un caso di crisi della fiducia tra banche, in particolare nella loro rete di sicurezza a causa di un evento imprevisto come un cyber- attacco. La maggior parte dei database e delle piattaforme di messaggistica, nel settore bancario, funzionano in modo soddisfacente e sono stati fatti pesanti investimenti negli ultimi anni, quindi sarà interessante ascoltare dai relatori della conferenza come i business case si siano evoluti nel gli ultimi 12 mesi, dove il punto per molti business sponsor era capire quali problemi la Blockchain potesse risolvere, che non fossero già stati affrontati con tecnologie più tradizionali

La fiducia non è un problema oggi all’interno di network bancari “chiusi”. Le nuove catene di fornitura di servizi esterne, come KYC / AML o processi frammentati preesistenti come i flussi di processo di Trade Finance o relativi a Hedge Fund, d’altra parte, hanno caratteristiche diverse e potrebbero rappresentare un ambito in cui la tecnologia può davvero svolgere un ruolo cruciale per creare un flusso di transazioni efficiente e più solido su più fronti, a partire da poche infrastrutture esistenti oltre ai cari vecchi strumenti come MS Excel e la posta elettronica.

Possiamo aspettarci un ulteriore sviluppo di use cases in aree come come Proxy Voting, Voluntary Corporate Action e il su menzionato Trade Credit Finance quali esempi in cui è richiesto un certo livello di interazione esterna e la Blockchain potrebbe avere senso come soluzione tecnica, sebbene la redditività dell’investimento nel business case potrebbe rivelarsi problematico su volumi di transazioni contenuti.

Dopo tutto, è il business che deve guidare la tecnologia, non il contrario!
Vi terrò informati sulle conclusioni della conferenza di Dublino nel mio prossimo post.

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