Poiché tutte le trasformazioni aziendali sono, nella loro essenza, progetti che riguardano le persone, sottovalutare il ruolo strategico del middle management nel processo è un grave errore. Anziché considerarli solo in un secondo momento, coinvolgendoli dopo che il senior management ha già concordato la strategia, quanto prima entrano nel processo, tanto maggiori sono le probabilità di successo della trasformazione.
Secondo il professor Brian Harney, Head of Work Psychology Strategy, WPS, presso la DCU, vi è la tendenza a celebrare, quando si manifesta, la leadership eroica e di alto livello dei CEO e dei vertici aziendali, senza riconoscere appieno l’impatto e la capacità di azione dei middle manager.
“La ricerca dimostra che i middle manager esercitano un’influenza sproporzionata sulle performance organizzative”, afferma.
“Questo impatto non deriva dalla posizione formale occupata in un organigramma, ma dalla vicinanza alle persone, dalle reti consolidate, dall’esperienza, dalla reputazione e dalla capacità di esercitare influenza verso l’alto.
“I middle manager ricoprono un ruolo unico, grazie all’accesso al top management unito a una conoscenza approfondita del funzionamento dell’azienda. Henry Mintzberg, rinomato studioso di strategia, parla di costruire le organizzazioni ‘dal centro verso l’esterno, attraverso gruppi di middle manager che creano legami e guidano cambiamenti fondamentali all’interno della propria organizzazione’.
“È importante ricordare che la maggior parte dei tentativi di trasformazione non fallisce a causa di problemi tecnologici o di sistema, ma per ragioni legate alle persone”, aggiunge Harney. “I middle manager sono il catalizzatore al centro di una trasformazione efficace e costituiscono l’interfaccia formale tra le intenzioni della leadership e le azioni del personale. Facilitano il coordinamento e la mediazione tra unità, aree geografiche e fusi orari. In modo più informale, rappresentano un nodo fondamentale nella rete e nel flusso delle aspirazioni, dei dati e delle riflessioni dell’organizzazione.”
La visione tradizionale considera i middle manager semplici ‘sense taker’, pronti ad accettare una visione elaborata altrove e a tradurla secondo criteri predefiniti. Harney ritiene tuttavia che questa prospettiva sottovaluti in misura significativa il ruolo decisivo che possono svolgere nel processo di trasformazione.
“Nella pratica, i middle manager sono ‘sense maker’, più che ‘sense taker’”, afferma. “Sono centrali nell’analisi e nella valutazione delle ragioni alla base del cambiamento. Sono anche ‘sense giver’, perché definiscono il tono, l’agenda e i comportamenti di riferimento che il personale è chiamato a seguire. Nel complesso, dovrebbero essere considerati una risorsa strategica essenziale per rendere possibile e sostenere il cambiamento. Sono infatti in grado di comprendere sia il contesto generale della strategia e del cambiamento, sia i dettagli più minuti dell’attuazione quotidiana degli obiettivi e delle modalità con cui vengono raggiunti.”