Blockchain: una vera rivoluzione?

Di Vittoria Bondoni

Blockchain vera rivoluzione

Tutti ne parlano. La diffusione della Blockchain è cresciuta in maniera esponenziale, è una delle più dirompenti tecnologie affermatesi negli ultimi anni: sicura, trasparente e capace di abilitare la disintermediazione delle value chain tradizionali, ha ribaltato l’assioma secondo cui al controllo fisico delle informazioni corrisponde una maggiore sicurezza dei dati.

La Blockchain rappresenta un esempio concreto di sharing economy delle infrastrutture tecnologiche, ovvero un ecosistema decentralizzato e condiviso di potenza computazionale che può essere utilizzata per sviluppare servizi innovativi.
L’obiettivo della Blockchain è quello di gestire la creazione, la validazione e la registrazione di una transazione così da evitare che ci sia una singola entità “trusted” con piena responsabilità per gli step seguenti.

 I 3 principali pilastri della blockchain

  1. Distributed Ledger: la Blockchain è una catena distribuita di informazioni contenute in un network mondiale di computer connessi tra di loro. Ogni segmento detiene una copia della Blockchain, per questa ragione non è possibile eliminare i dati contenuti evitando di hackerare oltre la metà dei computer nel network. Questo garantisce le proprietà di Immutabilità e Trasparenza
  1. Consensus: il più diffuso tra i tanti meccanismi di consenso prevede che ogni transazione debba essere validata dal network risolvendo un complesso problema matematico (proof of work). Si ritiene che una transazione sia immutabile dopo almeno 6 conferme, cioè 6 blocchi successivi. Ciò garantisce la proprietà di disintermediazione e controllo dell’algoritmo di calcolo
  1. Crittografia: La crittografia hashing, concetto alla base della Blockchain, trasforma ogni dato in una stringa alfanumerica complessa, la quale rende inalterabile e criptata ogni tipo di informazione inserita in Blockchain, creando un fingerprint (impronta) di quel dato all’interno del registro. Questo garantisce le proprietà di Privacy e Sicurezza offerte dalla Blockchain.

Il sistema è composto da “blocchi” che contengono le diverse transazioni, le informazioni che sono registrate al loro interno sono sostanzialmente immutabili e immodificabili.

Una copia del registro digitale è presente su tutti i “nodi” della rete, non soltanto sul singolo server. Questa caratteristica rende di fatto davvero impossibile riuscire a falsificare o corrompere i dati che vengono trasmessi. Anche la privacy è garantita dall’uso della crittografia per le operazioni raccolte nei “blocchi che sono legati tra loro da un sistema di doppia sicurezza garantita da due chiavi, una pubblica una privata.

Si possono distinguere due macro tipologie di Blockchain: pubbliche o private. Le Blockchain pubbliche o anche dette “permissionless” non richiedono alcuna autorizzazione per poter accedere alla rete, eseguire transazioni o inserirsi nella creazione di un nuovo “blocco”. Le Blockchain private o “permissioned”, invece, sono soggette ad un’autorità centrale, ritenuta altamente attendibile dagli utenti, che ne determina il controllo la possibilità di accesso; si possono definire come delle reti nascoste con la possibilità di avere grandi spazi di archiviazione e velocità di esecuzione.

Un aspetto senza dubbio interessante delle blockchain di tipo pubblico, che conferisce un vero valore aggiunto, è l’indipendenza che Blockchain garantisce rispetto ad ogni terza parte o autorità centrale: la tecnologia offre di fatto le stesse garanzie di supervisione e controllo che offrirebbe una parte centrale “trusted”, ma allo stesso tempo è più dinamica e conveniente, perché sfugge ai costi di intermediazione. Questo aspetto si lega particolarmente alle tendenze del momento, ovvero all’abbandono progressivo delle “trusted parties” in molti ambiti, a partire per esempio, dalle compagnie assicurative compravendite immobiliari.

Evoluzione del mercato

 I punti di forza e le caratteristiche della Blockchain, hanno permesso una diffusione sempre più capillare di questa tecnologia. La diffusione è stata guidata dal settore del FinTech, che ha intravisto le grandi potenzialità e l’applicabilità del modello in ambiti diversi.

Si contano infatti numerose iniziative da parte degli istituti finanziari, che tipicamente si attivano secondo quattro modalità:

  1. Venture Capitalist (VC) in startup – investire in startup attive nel mondo blockchain sia attraverso operazioni venture capitalist, sia in modo diretto.
  2. Sviluppo interno – creazione di gruppi di lavoro o di laboratori di ricerca per la sperimentazione di soluzioni Blockchain proprietarie.
  3. Consorzio – adesione ad un consorzio di player finanziari (es. R3 CEV) o cross-industry (Hyperledger Project) con l’obiettivo di definire standard de facto interoperabili con tutti gli altri membri.
  4. Partnership – creazione di partnership al fine di avviare progetti basati sulla nuova tecnologia e velocizzare l’assorbimento del know how.

Un’applicazione commerciale importante della tecnologia BC è rappresentata dagli “smart contract”. Gli “smart contract” servono per consentire e verificare la negoziazione o l’esecuzione di un contratto. Sono dei protocolli informatici che permettono la totale o parziale esclusione di una clausola contrattuale perché la automatizzano parzialmente o integralmente. Ethereum consente agli sviluppatori di programmare gli smart contract tramite un ampio insieme di istruzioni di calcolo. Il fine con il quale sono stati ideati gli “smart contract” è ridurre i costi connessi alla contrattualizzazione tradizionale e assicurare una sicurezza maggiore. Le principali funzionalità degli “smart contract” sono: agire come account multi firma, memorizzare informazioni su un’applicazione ( come per esempio registrazione del dominio o record di appartenenza) e gestire gli accordi tra utenti.

Il caso della startup statunitense R3 CEV.

Motivo della creazione di questa startup è l’analisi e lo studio di protocolli e standard per l’utilizzo della Blockchain nei Financial Service.  Da aprile 2016, quando R3 ha iniziato ad utilizzare questa tecnologia ha già realizzato almeno otto progetti Proof-of-Concept (PoC) diversi.

Lo scopo della startup era dimostrare come un vasto numero di processi e persino le operazioni di audit da parte degli organi di sorveglianza potessero essere supportati da un registro Blockchain. La dimostrazione ha un impatto rivoluzionario per il mondo finanziario e non solo: la sicurezza e la trasparenza, che la Blockchain garantisce, permettono di limitare il controllo fisico dei dati. Il grande successo della start-up ha fatto sì che compagnie assicurative internazionali come AIA o Ping An e istituti bancari come South African Bank, Itau, Banco Bradesco hanno deciso di unirsi, il numero delle società membre ha così superato le 60 unità a Novembre del 2016. La formazione del consorzio e l’adesione delle principali organizzazioni finanziare mondiali segna un primo passo per la rivoluzione in questo settore.

Ad oggi la Blockchain è il cavallo di battaglia delle Fintech, quindi di un nuovo mercato.
Ma si tratta di una vera rivoluzione? Un profondo ed esteso cambiamento si potrà ottenere se la tecnologia prenderà campo anche nelle organizzazioni finanziarie tradizionali.  Tutto ciò è possibile, ma va ricordato che le tecnologie dirompenti richiedono del tempo per svilupparsi e maturare.

Possiamo paragonare il potenziale della tecnologia Blockchain a quello di Internet: ci è voluto del tempo prima che emergessero l’applicabilità e i vantaggi tangibili di questa innovazione.
Non possiamo considerare la Blockchain una soluzione brevettata per il cambiamento, ma un’opportunità di apportare futuri cambiamenti nel settore finanziario. Possiamo parlare di un’evoluzione piuttosto che di una vera e propria rivoluzione.

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