FIA mobiliari chiusi: una nicchia in espansione

di Ennio Lamari

Parva Consulting | Fia mobiliari chiusi

Perché negli ultimi anni  gli AUM dei FIA mobiliari chiusi promossi da SGR italiane sono cresciuti con un tasso molto superiore rispetto alle altre tipologie di fondi?

Le dimensioni del fenomeno: da 340 milioni a quasi 3 miliardi di Euro negli ultimi 10 anni

Dal 2007 al 2017, gli Asset Under Management relativi all’industria italiana del risparmio gestito sono raddoppiati superando i 2.000 miliardi di Euro, mentre la nicchia di mercato relativa ai fondi di investimento alternativi mobiliari chiusi è passata da 340 milioni di Euro a quasi  2.600.* Nel primo trimestre 2018 il trend di crescita è confermato e i dati Assogestioni indicano che l’AUM al 31 marzo 2018 è di 2.980 milioni di Euro.

È corretto evidenziare che le SGR non sono obbligate a fornire i dati ad Assogestioni e per quanto riguarda i fondi chiusi i dati presentano lacune maggiori rispetto ad altre tipologie di OICR, ma il trend che emerge è certamente significativo ed è in linea con i dati pubblicati da AIFI che registrano il fenomeno dal punto di vista del private equity e private debt.

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FIA mobiliari chiusi: la dimensione del fenomeno nel contesto italiano. Rielaborazione dati Assogestioni al 31.03.2018

Il contesto normativo come abilitatore dell’offerta: recepimento dell’AIFMD, ma non solo

La crescita dei FIA mobiliari chiusi inizia nel 2013, ovvero parallelamente alla fase finale del processo di recepimento nella regolamentazione italiana della direttiva europea sui FIA e GEFIA (Alternative Investment Fund Managers Directive).**

Allo stesso tempo, dal punto di vista della gestione di FIA, si è ampliata la gamma di strumenti utilizzabili come veicoli di investimento o come asset target (ad esempio SPAC, NPL etc.). Inoltre, i GEFIA possono usufruire delle agevolazioni fiscali su PIR e startup innovative.

Un ulteriore intervento delle istituzioni (o degli operatori) per favorire l’espansione dei fondi chiusi potrebbe riguardare l’agevolazione di uno sviluppo significativo del mercato secondario delle quote di FIA chiusi. Questo permetterebbe agli investitori di avere il vantaggio tipico degli OICR aperti, potendovi uscire, senza compromettere il vantaggio dei fondi chiusi che evitano ai gestori l’obbligo di vendere titoli generalmente poco liquidi quando il sottoscrittore lo richiede e quindi anche in momenti non adatti.

E’ ipotizzabile che l’incremento di AUM e raccolta di questi fondi, indirizzati tipicamente a clienti istituzionali, prosegua con gli stessi ritmi anche attraverso il collocamento alla clientela retail?

** La normativa AIFMD, oltre a:

  1. uniformare a livello europeo il processo di registrazione e autorizzazione ad operare per GEFIA e FIA,
  2. introdurre obbligatoriamente presso i GEFIA una struttura organizzativa tale da rafforzare l’indipendenza delle funzioni di controllo e fornire un framework per garantire il monitoraggio dei rischi,
  3. rafforzare la protezione degli investitori, ad esempio fornendo regole sull’informativa da produrre, apre lo spazio alla distribuzione di FIA a clientela retail, qualora siano rispettati:
    a) gli stessi obblighi di comunicazione già previsti per gli OICR UCITS
    b) il limite di leva finanziaria non superiore a due
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