Le banche europee sono pronte per la Fit-for-55? Approfondimenti dal recente modello di reporting sui rischi climatici dell’EBA

Hector Chavez & Melvin Jayawardana

L’iniziativa Fit-for-55 è un progetto onnicomprensivo che abbraccia diverse legislazioni con lo scopo di indirizzare settori che hanno un impatto sostanziale sulle emissioni di gas serra. Il 17 novembre 2023, l’Autorità Bancaria Europea (EBA) ha pubblicato il modello iniziale, obbligatorio per 110 banche europee[1]. È fondamentale che gli istituti finanziari, in particolare le banche, siano ben preparate ai cambiamenti imminenti e aderiscano alle linee guida essenziali.

L’obiettivo principale dell’EBA è raccogliere informazioni sulla capacità del sistema finanziario di facilitare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio nelle condizioni attuali. Ciò include la valutazione dell’allineamento con l’obiettivo proposto per il 2030. Le informazioni dovranno essere presentate da 110 banche iniziali, tra cui dodici banche italiane, cinque irlandesi e tre lussemburghesi. Il campione servirà come test pilota per orientare altre banche ed istituzioni del settore finanziario. Si tratta di contribuire con dati legati al clima e dati finanziari sul rischio di credito sulle dinamiche di mercato e sui rischi immobiliari. 


La divulgazione delle informazioni come pilastro principale 

La quantità e la qualità delle informazioni sono fondamentali per prendere decisioni razionali e appropriate; tuttavia, la trasparenza e l’affidabilità sono componenti cruciali. Come suggerisce il Comitato di Basilea, l’accuratezza, la coerenza e la qualità dei dati relativi al clima sono ancora in evoluzione, ma la divulgazione di tali informazioni faciliterà una corretta valutazione del rischio bancario[2]. Informazioni accurate da parte delle banche aiuteranno a gestire le riforme e i progetti di successo per ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 – una pietra miliare fondamentale prima di raggiungere lo stato di neutralità climatica dell’UE entro il 2050.

I dati forniti attraverso il modello EBA costituiranno anche la base per uno stress test sul rischio climatico per le banche europee, che dovrebbe concludersi entro il primo trimestre del 2025. Questo stress test, assistito dal Comitato Europeo per il Rischio Sistemico, esaminerà tre scenari, confrontandoli con uno scenario di base in cui l’attuazione di Fit-for-55 procede come previsto[3]. La valutazione della resilienza del sistema bancario europeo ai potenziali rischi climatici è fondamentale per comprenderne l’esposizione. 

I framework di gestione del rischio e le pratiche di stress test devono incorporare i fattori di rischio legati al clima e all’ambiente, allineandosi alla Good Practices for Climate-related and Environmental Risk Management Review della Banca Centrale Europea, pubblicata nel 2022. Fornire informazioni sull’attuale impatto ambientale delle banche non è sufficiente: è imperativo affrontare i rischi in modo completo, dalla propensione al rischio alle politiche e alle procedure, fino alla rendicontazione bancaria. 

Queste linee guida e cambiamenti richiedono ulteriore impegno, approfondimenti e maggiori investimenti. Sebbene abbiano un impatto sulle banche, sono fondamentali per la sostenibilità ambientale a lungo termine. Il settore finanziario, in quanto motore e garante di prodotti, progetti e aziende, svolge un ruolo significativo. La responsabilità morale e sociale dovrebbe essere parte integrante delle decisioni di investimento e commerciali di ogni istituto finanziario. 

Conseguenze e sanzioni 

Enti come la Banca Centrale Europea (BCE) devono esercitare pressioni sulle banche locali affinché si allineino ai requisiti dell’EBA. I fattori ESG stanno ridisegnando il profilo di rischio del settore bancario. La BCE e l’EBA mettono in guardia da sanzioni finanziarie per le banche che non gestiscono i rischi climatici e ambientali. La sfida sta nel peso e nella veridicità di queste sanzioni, che devono essere sufficienti a mettere in allarme le banche, evitando scenari in cui i ricavi da investimenti non sostenibili siano pari o superiori alle sanzioni. 

Affrontare sanzioni severe è una realtà, dal momento che le banche sono sotto esame per non aver rispettato le aspettative di rischio climatico della BCE per il 2020. Frank Elderson, membro del comitato esecutivo della BCE, in un recente discorso ha espresso il suo disappunto, portando ad azioni di enforcement per il mancato raggiungimento dell’obiettivo dell’Accordo di Parigi da parte delle banche. Ciò si allinea con la crescente attenzione agli standard climatici, come evidenziato dall’iniziativa Fit-for-55. Le banche devono prepararsi a misure più severe, sottolineando l’urgenza di allinearsi agli obiettivi climatici o di affrontarne le conseguenze. 

Partecipazione delle autorità al settore bancario 

Le autorità di vigilanza nazionali, come la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB), l’Irish Financial Services Regulatory Authority (IFSRA) e la Commission de Surveillance du Secteur Financier (CSSF), rispettivamente in Italia, Irlanda e Lussemburgo, svolgeranno un ruolo delegato nell’assicurare una rendicontazione tempestiva e completa da parte di tutte le parti coinvolte. Le banche centrali, che hanno il compito di garantire la stabilità finanziaria a livello globale, devono far fronte a una crescente pressione sui cambiamenti climatici all’interno dei loro Paesi. Questo tema accomuna tutti e segna il progetto più ambizioso d’Europa. 

Secondo la BCE, le banche sono lente nell’indirizzare i rischi climatici e ambientali, con un impatto sui loro profitti. Le iniziative tempestive sono fondamentali per evitare posizioni di mercato sfavorevoli. Essere preparati, informati e impegnati a ridurre la propensione al rischio climatico e di sostenibilità è essenziale per inserirsi in questo cambiamento radicale stabilito dalla Commissione Europea. 


In sintesi 

Navigare in questa complessità è impegnativo, la legislazione poco chiara e la mancanza di dati creano incertezza. In Parva Consulting riconosciamo la serietà dei progetti che comportano rischi per il clima e la sostenibilità. Ci teniamo informati sugli ultimi sviluppi, strumenti e informazioni per contribuire a raggiungere risultati ambiziosi nei prossimi anni, aiutando il settore finanziario a diventare più sostenibile. 

In conclusione, l’attuazione della legislazione “Fit-for-55” in tutti gli Stati membri è un passo fondamentale nel nostro cammino comune verso un futuro più verde. Con l’approssimarsi del completamento dei Piani Nazionali per l’Energia e il Clima (NECP), la loro integrazione con la nuova legislazione diventa fondamentale, definendo la road map per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi climatici ed energetici del 2030 a livello nazionale. 

[1] Campione ufficiale disponibile su FF55 – Sample.xlsx (europa.eu)

[2] https://www.bis.org/press/p231129.htm

[3] Una one-off scenario analysis può essere richiesta  congiuntamente dalla European Supervisory Authorities, dalla BCE e dal European Systematic Risk Board, come espresso dalla comunicazione della Commissione del 6 luglio 2021 “Strategia per il finanziamento della transizione verso un’economia sostenibile”

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